lunedì 2 giugno 2008

C'era una volta la destra

Le elezioni del 13 e 14 aprile hanno sancito la fine degli schieramenti politici come li abbiamo conosciuti in questi ultimi 15 anni.
La discesa in campo di Silvio Berlusconi nel 1994 aveva già creato delle forti modifiche ad un quadro già profondamente mutato dall'uragano di tangentopoli.
Un fatto di rilievo di quella discesa in campo fu lo scongelamento dei voti della destra, dell'Msi, che Giorgio Almirante aveva tenuto immuni dalle contaminazioni partitocratiche.
Nel 1994 ne fummo contenti: non lo sapevamo ma l'abbraccio con il Cavaliere darebbe stato mortale per la destra.
La prospettiva di governo, l'ingresso nel vasto sottobosco del potere economico, la gestione della stanza dei bottoni, ha rovinato gli eredi di Almirante, fino alla Caporetto del 13 e 14 aprile, quando il partito formalmente erede dell'Msi si è lasciato azzerare in cambio di prestigiose poltrone, mentre chi orgogliosamente ha resistito alla sirena di Arcore è rimasto fuori dal parlamento nonostante novecentomila voti popolari e un 2,4% che diventa un 2,7% con il dato delel altre formazioni di area.
La destra non c'è più.
Almeno in parlamento.
Dopo sessant'anni è stata azzerata dall'ambizione di chi doveva guidarla.
Adesso non ci resta che ricostruirla.
Nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle università, nella società.
Per il futuro dell'Italia, il futuro è a destra.

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