sabato 14 giugno 2008

Verde Irlanda, verde speranza

La scelta degli irlandesi di respingere il Trattato di Lisbona e, con esso, le nuove regole che gli gnomi di Bruxelles vorrebbero imporci, dipinge di verde, verde come il colore irlandese, verde come il colore della speranza, tutte le nazioni europee.
Ancora una volta abbiamo visto che la volontà di un popolo viene tradita da chi dovrebbe rappresentarla e difenderla.
Tutti i maggiori partiti irlandesi erano schierati per il "sì".
Esattamente come in Francia e come in Olanda.
Per il no solo le forze minori, spesso accusate di razzismo e xenofobia.
Ebbene queste forze hanno saputo, loro, non i grandi partiti, interpretare al meglio la volontà del loro popolo.
In Italia è la stessa identica cosa.
Solo la Lega sta plaudendo alla vittoria irlandese, mentre i vari Napolitano, Berlusconi, Frattini, D'Alema e soci sono in gramaglie.
Viva l'Irlanda.
Abbasso l'Europa.
Viva la Libertà.

lunedì 2 giugno 2008

C'era una volta la destra

Le elezioni del 13 e 14 aprile hanno sancito la fine degli schieramenti politici come li abbiamo conosciuti in questi ultimi 15 anni.
La discesa in campo di Silvio Berlusconi nel 1994 aveva già creato delle forti modifiche ad un quadro già profondamente mutato dall'uragano di tangentopoli.
Un fatto di rilievo di quella discesa in campo fu lo scongelamento dei voti della destra, dell'Msi, che Giorgio Almirante aveva tenuto immuni dalle contaminazioni partitocratiche.
Nel 1994 ne fummo contenti: non lo sapevamo ma l'abbraccio con il Cavaliere darebbe stato mortale per la destra.
La prospettiva di governo, l'ingresso nel vasto sottobosco del potere economico, la gestione della stanza dei bottoni, ha rovinato gli eredi di Almirante, fino alla Caporetto del 13 e 14 aprile, quando il partito formalmente erede dell'Msi si è lasciato azzerare in cambio di prestigiose poltrone, mentre chi orgogliosamente ha resistito alla sirena di Arcore è rimasto fuori dal parlamento nonostante novecentomila voti popolari e un 2,4% che diventa un 2,7% con il dato delel altre formazioni di area.
La destra non c'è più.
Almeno in parlamento.
Dopo sessant'anni è stata azzerata dall'ambizione di chi doveva guidarla.
Adesso non ci resta che ricostruirla.
Nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle università, nella società.
Per il futuro dell'Italia, il futuro è a destra.